Igiene orale Oral

Lavorando in uno studio dentistico si sa: prima o poi arriva sempre il paziente che, sedendosi sulla poltrona, dice con grande convinzione: “Dottore, io produco tanto tartaro.”

Di solito la frase è seguita da una spiegazione altrettanto sicura:
“È la mia saliva, ne produco tanta.”

Succede spesso anche allo studio Eramo, a Roma nord nella zona Labaro. E ogni volta viene da sorridere un po’, perché il tartaro non è esattamente qualcosa che il nostro corpo “produce” come se fosse una fabbrica.In realtà la storia è un po’ diversa.

Produci davvero tanto tartaro? Scopri le vere cause del tartaro sui denti e il ruolo della saliva.

Il tartaro non nasce da solo: il ruolo della placca batterica

Il vero protagonista della formazione del tartaro è la placca batterica.

La placca è una sottile pellicola composta da batteri e residui alimentari che si deposita continuamente sui denti. Si forma già poche ore dopo averli lavati. Se questa placca non viene rimossa con una corretta igiene orale, accade qualcosa di molto semplice: i sali minerali presenti nella saliva si depositano sopra la placca e la fanno indurire.

Ed è proprio così che nasce il tartaro.

Quindi la saliva non è la vera colpevole:
fa solo da “cemento” su qualcosa che è già presente.

In altre parole: se la placca è il mucchio di mattoni, la saliva è la malta che li rende duri.

Perché alcuni “fanno più tartaro”?

E qui torniamo alla famosa frase: “Dottore, io produco tanto tartaro.”

In realtà alcune persone tendono ad accumularne di più, ma non perché il corpo lo fabbrica. Ci sono diversi fattori che possono favorirne la formazione:

Igiene orale quotidiana
È il fattore più importante. Se la placca non viene rimossa bene con spazzolino, filo o scovolini, rimane sui denti più a lungo e ha tutto il tempo di mineralizzarsi trasformandosi in tartaro.

Composizione della saliva
La saliva contiene sali minerali come calcio e fosfati. In alcune persone la concentrazione di questi minerali è maggiore e può facilitare la mineralizzazione della placca.

Posizione dei denti
Denti affollati, storti o con spazi difficili da raggiungere rendono più complicata la pulizia quotidiana. In queste zone la placca tende ad accumularsi più facilmente.

Abitudini alimentari
Una dieta ricca di zuccheri e carboidrati favorisce la proliferazione dei batteri della placca. Anche snack frequenti durante la giornata possono contribuire all’accumulo di placca.

Fumo
Il fumo altera l’ambiente della bocca, favorisce l’accumulo di placca e può accelerare la formazione del tartaro, oltre ad aumentare il rischio di problemi gengivali.

Frequenza delle sedute di igiene professionale
Se il tartaro non viene rimosso periodicamente con una pulizia professionale, tende ad accumularsi sempre di più nel tempo, soprattutto nelle zone difficili da pulire a casa.

Il tartaro tende a formarsi più facilmente vicino alle ghiandole salivari, ad esempio dietro gli incisivi inferiori e vicino ai molari superiori.

Ma la regola resta sempre la stessa: senza placca, il tartaro non si forma.

Perché lo spazzolino da solo non basta

Lavare i denti è fondamentale, ma spesso non è sufficiente da solo.

Tra i denti e vicino alle gengive esistono zone difficili da raggiungere dove la placca può accumularsi facilmente.

Per questo una buona igiene orale dovrebbe includere:

  • spazzolino
  • filo interdentale o scovolini
  • sedute di igiene professionale

Quando la placca si mineralizza diventando tartaro, infatti, non può più essere rimossa a casa. Serve l’intervento dell’igienista dentale o dell’odontoiatra.

Quando fare la pulizia dei denti

In generale si consiglia una seduta di igiene professionale ogni sei mesi, ma la frequenza può cambiare da persona a persona.

Durante i controlli allo studio Eramo a Roma nord, nel quartiere Labaro, valutiamo proprio questi aspetti: quantità di placca, predisposizione alla formazione di tartaro e salute delle gengive.

Perché il tartaro non è solo un problema estetico: nel tempo può favorire gengivite, infiammazione gengivale e alito cattivo.

Quindi… produciamo davvero tartaro? La risposta è: no.

Il tartaro non è qualcosa che il corpo produce, ma il risultato di placca non rimossa correttamente che si mineralizza nel tempo. Quindi la prossima volta che vi verrà da dire:
“Dottore, io produco tanto tartaro…”

Potremmo riformulare la frase in modo più preciso (anche se un po’ meno simpatico):

“Dottore, forse devo migliorare un po’ la mia igiene orale.”

Ma tranquilli: capita a tutti. E la buona notizia è che con le giuste abitudini, e qualche controllo periodico, il tartaro può essere tenuto tranquillamente sotto controllo.

Quando rivolgersi al dentista per la pulizia dei denti

Se ti capita spesso di pensare “produco tanto tartaro”, potrebbe essere il momento di capire davvero cosa succede nella tua bocca. Accumulo di tartaro, sanguinamento gengivale o alito cattivo sono segnali da non sottovalutare e spesso indicano che è arrivato il momento di una seduta di igiene professionale.

Presso lo studio Eramo a Roma nord, nel quartiere Labaro, valutiamo la presenza di placca e tartaro, spieghiamo le vere cause del tartaro sui denti – incluso il ruolo della saliva – e programmiamo sedute di igiene dentale professionale personalizzate per aiutarti a mantenere gengive e denti in salute nel tempo.

Se vuoi prenderti cura davvero del tuo sorriso, una visita di controllo è il primo passo. Contattaci ai numeri: 3516884738 / 0633613751 

Ti aiuteremo a capire ogni quanto fare la pulizia dei denti e come prevenire la formazione del tartaro con le giuste abitudini quotidiane. 

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